giovedì 22 dicembre 2016

Un film tutto da vedere e vivere: "Che bella legge elettorale"

Il 2017 sembra essere carico di aria da elezioni perciò, in un paese costantemente in campagna elettorale, non si può non parlare delle regole del gioco prima di cominciare a giocare. Faccio riferimento alla hit invernale destinata a rimanere in testa alle classifiche ancora per un po’: la legge elettorale.

Cominciamo con l’esame della situazione odierna. Attualmente sono in vigore due diverse leggi elettorali: l’Italicum per la camera e il Consultellum per il senato. In questo momento quindi non è possibile andare a elezioni in quanto è necessario ci sia concordanza tra le leggi elettorali delle due assemblee. Vi starete chiedendo: in un paese democratico come l’Italia che vanta addirittura due leggi elettorali (quando ne basterebbe una sola) non è possibile votare? Perché siamo arrivati a questo punto?
Ottime domande. Il referendum del 4 dicembre prevedeva l’abolizione dell’elezione diretta dei senatori perciò l’Italicum, legge pensata per armonizzare con la riforma Costituzionale e in vigore da maggio dopo approvazione parlamentare, non prendeva in considerazione il Senato che in caso di una improbabilissima vittoria del no al referendum (hahaha!) avrebbe lasciato palazzo Madama privo di legge elettorale.

Quindi a un referendum dove le scelte sono due (si o no) il governo si presenta con una legge elettorale approvata in parlamento e firmata da Sergio Mattarella (ex giudice della corte costituzionale) che nel 50% dei casi non potrà funzionare. Beh in caso di bocciatura della riforma ci sarà sicuramente un piano B per ovviare a questo problema. Assolutamente no! Tutto il resto è storia: vince il no, il primo ministro si dimette, viene costruito un nuovo governo che sembra assomigliare (giusto un po’) al precedente e al grido popolare di elezioni da Roma rispondono in coro “Vorrei ma non posso”.
Tranquilli, tutto sotto controllo: il nuovo governo accelera per la promulgazione di una legge elettorale e andiamo a votare. Magari. Ogni partito ha idee divergenti tanto l’importante è farla su misura per vincere o far perdere gli altri.



Escludendo la formulazione di una nuova legge elettorale da zero che probabilmente richiederebbe troppo tempo, non rimane che guardare al passato e riesumarne una già pronta oppure ancora più immediato estendere l’Italicum al senato e andare al voto. Seguendo la prima strada (quella della riesumazione) troviamo come papabili “nuove” leggi elettorali il Consultellum e il Mattarellum.
Il Consultellum è l’evoluzione del Porcellum che ha cambiato nome dopo la sentenza della consulta (da cui il nome). Questa legge è già pronta ed è sicuramente costituzionale, è già in vigore al Senato perciò basterebbe estenderla alla Camera e successivamente andare al voto. Impone un sistema proporzionale che meglio offre rappresentatività degli elettori in parlamento e comprende la possibilità di esprimere una preferenza. Opzione quindi semplice da seguire ma con qualche difetto: il proporzionale potrebbe creare stalli in mancanza di larghe coalizioni, inoltre non potrebbe essere presentata prima che la consulta si esprima su quella vecchia (l’Italicum).

Un’altra opzione è quella di tornare al Mattarellum, legge che prende il nome da suo relatore, l’attuale presidente della Repubblica Sergio Mattarella, e propone un sistema ibrido tra maggioritario e proporzionale. Per gli appassionati: offre un maggioritario per il 75% dei seggi parlamentari e un proporzionale per le poltrone rimanenti con la particolarità che alla camera il proporzionale è con liste bloccate mentre per il senato si vanno a “ripescare” i più votati non eletti. Questa legge è leggermente più complessa ma è probabilmente un compromesso che potrebbe mettere d’accordo tutti. Unico problema: è la legge che nel 2001 ha scatenato il caso delle liste civetta, liste prive di alcun fondamento politico ma utili per non far perdere voti ai più famosi partiti collegati.

Ultima possibilità a breve termine è l’estensione dell’Italicum al Senato dopo aver applicato le correzioni della corte costituzionale che esaminerà la legge il 24 gennaio. Dovete sapere che i geni che hanno scritto questa legge non solo ci hanno lasciato senza regole per l’elezione dei senatori ma contiene anche diverse tracce di incostituzionalità. Un disastro. In questo caso quindi la legge elettorale è ancora tutta da modificare e non sappiamo in che punti finchè non si pronuncerà la Consulta. Probabilmente ne verrà ritoccato o abolito il mostruoso premio di maggioranza e rimossi i capilista bloccati che ostacolano l’elezione diretta dei propri rappresentanti.

Insomma tutto ancora da definire e mentre ci si azzuffa per decidere quale sia il metodo migliore per raccattare più voti possibile sullo sfondo il governo Gentiloni continua la sua avventura in penombra e proprio questa strana voglia di anonimato genera sentori di colpo di scena, dopotutto per 403 deputati e 193 senatori deve ancora scattare il diritto alla pensione da parlamentare. Vuoi mica che si vada a finire a settembre 2017, momento in cui per la maggior parte dei “maturandi” si arriva al tanto ambito traguardo?

Nel frattempo da Hollywood già chiedono il nome del regista, il sommo scrittore di questa commedia che inizialmente pareva il solito e ormai indigesto cinepanettone, deve essere almeno nominato per i prossimi Oscar ma l’umilissimo sceneggiatore prende tempo perché questa pellicola, purtroppo per noi, non è ancora completa. 

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